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Neuroregenerative Effect of Oxandrolone

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Case Reports descrive il caso di un paziente affetto da neuropatia ereditaria Charcot-Marie-Tooth di tipo 1 trattato con Oxandrolone associato ad allenamento di forza per tre mesi. Il trattamento ha determinato un aumento della massa muscolare, un miglioramento della forza, della capacità di camminare e della funzionalità neuromuscolare. Le valutazioni cliniche e istologiche hanno evidenziato segni compatibili con processi di reinnervazione muscolare e possibile rigenerazione nervosa. L’osservazione suggerisce un potenziale ruolo degli androgeni nel supporto ai processi di recupero neuromuscolare oltre alla loro nota attività anabolizzante. Sono tuttavia necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e chiarire il ruolo degli androgeni nelle neuropatie demielinizzanti.

Introduzione

Gli steroidi androgeni anabolizzanti aumentano la sintesi proteica nei muscoli ma possiedono anche recettori specifici nel sistema nervoso centrale e periferico.

Diversi studi sperimentali suggeriscono che testosterone e derivati favoriscano la crescita degli assoni, la rigenerazione nervosa, la sintesi delle proteine della mielina e la riduzione dell’atrofia da denervazione.

In questo contesto è stato valutato l’effetto dell’Oxandrolone in un paziente affetto da neuropatia demielinizzante ereditaria di tipo Charcot-Marie-Tooth 1.

Implicazioni cliniche

L’Oxandrolone associato all’esercizio fisico ha mostrato un miglioramento della forza muscolare, della capacità di deambulazione e di alcuni parametri neurofunzionali. Questi risultati suggeriscono un potenziale interesse degli androgeni nel supporto al recupero neuromuscolare e nei processi di rigenerazione nervosa periferica. L’applicazione clinica di tali osservazioni richiede comunque ulteriori conferme attraverso studi più ampi e controllati.

Obiettivo dello studio

Verificare se l’aggiunta di Oxandrolone a un programma di allenamento possa:

  • aumentare la sintesi proteica muscolare
  • migliorare forza e funzione motoria
  • favorire processi di rigenerazione nervosa e remielinizzazione

Protocollo utilizzato

Paziente

  • Uomo
  • 25 anni
  • Diagnosi: Charcot-Marie-Tooth tipo 1

Trattamento

  • Oxandrolone: 20 mg/die per os
  • Durata: 3 mesi
  • Allenamento con pesi: 3 volte/settimana
  • hCG: 2000 UI ogni 15 giorni per prevenire l’inibizione testicolare

Risultati principali

Massa muscolare

  • +5 kg di massa magra

Forza

Panca piana:

  • da 10 kg a 25 kg

Croci con manubri:

  • da 2 kg a 8 kg

Leg press:

  • da 15 kg a 40 kg

Deambulazione

Indice WISCI:

  • da livello 6 a livello 14

Conduzione nervosa

Nervo mediano:

  • da 20,3 m/s a 22 m/s

Nervo tibiale:

  • da 19,6 m/s a 21,5 m/s

Biopsia muscolare

La biopsia ha mostrato un marcato fenomeno di “type grouping”, considerato dagli autori un segno di reinnervazione muscolare. Le immagini istologiche delle Figure 2 e 3 mostrano infatti raggruppamenti di fibre dello stesso tipo metabolico, tipici dei processi di reinnervazione.

Discussione

Le evidenze disponibili indicano che gli androgeni possono influenzare diversi meccanismi coinvolti nella rigenerazione neuromuscolare. In particolare sono stati descritti effetti sulla sintesi delle proteine della mielina, sull’espressione delle proteine PMP22 e P0, sulla crescita assonale e sulla funzionalità dei motoneuroni. In questo caso clinico il miglioramento osservato potrebbe essere correlato sia all’allenamento fisico sia all’azione biologica dell’Oxandrolone sui processi di rigenerazione nervosa.

Limiti dello studio

Trattandosi di un singolo caso clinico, i risultati devono essere interpretati con prudenza.

  • un solo paziente studiato
  • assenza di gruppo di controllo
  • impossibilità di distinguere con certezza l’effetto dell’allenamento da quello del farmaco
  • necessità di studi più ampi

L’assenza di un gruppo di controllo e l’impossibilità di separare completamente l’effetto dell’allenamento da quello del farmaco non consentono di stabilire con certezza il ruolo specifico dell’Oxandrolone. Sono pertanto necessari ulteriori studi per confermare queste osservazioni.

Conclusioni

L’associazione tra Oxandrolone e allenamento di forza ha determinato un incremento della massa muscolare, della forza e della capacità funzionale, accompagnato da reperti compatibili con processi di reinnervazione muscolare. Questo caso clinico suggerisce un possibile interesse degli androgeni nel supporto al recupero neuromuscolare e nei meccanismi di rigenerazione della mielina. Trattandosi di un singolo caso clinico, sono tuttavia necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e definirne le possibili applicazioni terapeutiche.

Vittorio Bianchi

Il Dott. Vittorio Bianchi,  medico chirurgo laureato presso l’Università di Bologna, specialista in medicina interna e medicina dello sport.
Ha esercitato come medico di base e specialista a Rimini, occupandosi in particolare di nutrizione e patologie metaboliche.
Nel corso della sua carriera ha operato anche in ambito accademico e clinico, maturando esperienza pluriennale nel settore sanitario.

E-mail:: dott.vbianchi@gmail.com

Mobile: +39-348-260-1536

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