Introduzione
Gli androgeni, tradizionalmente considerati ormoni maschili, sono prodotti anche nell’organismo femminile da ovaie e ghiandole surrenali. Con l’avanzare dell’età e soprattutto dopo la menopausa, i livelli di testosterone, DHEA e altri androgeni diminuiscono progressivamente. Questa riduzione può influenzare numerosi sistemi biologici, inclusi apparato riproduttivo, metabolismo, sistema cardiovascolare, osso, muscolo e cervello.
Obiettivo dello studio
Valutare il ruolo fisiologico e clinico degli androgeni nella donna, analizzandone gli effetti sulla salute riproduttiva, sessuale, metabolica, cardiovascolare, neurologica e muscolo-scheletrica, nonché le possibili applicazioni terapeutiche della terapia androgenica.
Risultati principali
- Gli androgeni partecipano alla regolazione della fertilità e dello sviluppo follicolare ovarico.
- Contribuiscono al mantenimento del desiderio sessuale e della funzione sessuale femminile.
- Svolgono un ruolo nel metabolismo energetico e nella distribuzione del tessuto adiposo.
- Favoriscono il mantenimento della massa muscolare e della densità minerale ossea.
- Possono esercitare effetti neuroprotettivi e supportare le funzioni cognitive.
- Livelli fisiologici di testosterone sembrano associarsi a una migliore salute cardiovascolare, mentre squilibri ormonali possono aumentare il rischio cardiometabolico.
Implicazioni cliniche
La carenza androgenica femminile può contribuire a riduzione della libido, perdita di massa muscolare, peggioramento della qualità della vita e riduzione della densità ossea. In alcune pazienti selezionate, la terapia con testosterone o altri androgeni può rappresentare un’opzione terapeutica utile, soprattutto nelle donne in menopausa affette da disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (HSDD). Tuttavia, il trattamento deve essere personalizzato e monitorato attentamente.
Discussione
La review evidenzia come gli androgeni agiscano attraverso recettori presenti in numerosi tessuti femminili, inclusi ovaie, endometrio, vagina, mammella, osso, muscolo, cuore e cervello. Gli effetti biologici dipendono non solo dalla concentrazione degli androgeni ma anche dall’interazione con estrogeni e altri ormoni. Gli studi clinici disponibili mostrano risultati promettenti, ma spesso sono limitati da campioni ridotti, metodologie eterogenee e periodi di osservazione relativamente brevi.
Limiti dello studio
- Eterogeneità delle popolazioni analizzate.
- Differenze nei dosaggi e nelle formulazioni androgeniche utilizzate.
- Limitata disponibilità di studi clinici a lungo termine.
- Mancanza di dati definitivi sulla sicurezza cardiovascolare e oncologica delle terapie androgeniche protratte nel tempo.
- Difficoltà nella misurazione accurata dei livelli androgenici femminili.
Conclusioni
Gli androgeni rappresentano componenti essenziali dell’equilibrio endocrino femminile e contribuiscono al mantenimento della salute riproduttiva, sessuale, metabolica, cardiovascolare, neurologica e muscolo-scheletrica. Le evidenze attuali supportano un potenziale ruolo terapeutico della terapia androgenica in specifiche condizioni cliniche, ma sono necessari ulteriori studi per definire con maggiore precisione efficacia, sicurezza e indicazioni a lungo termine.


